a cura di Silvia Iaccarino

 

Navigando in rete ho trovato questo scritto di Rosa Fuentes che mi ha subito colpito per chiarezza di pensiero ed emozione. Qui troviamo racchiuse le caratteristiche dell’adulto “sufficientemente buono” di cui parlava Winnicott, per crescere bambini equilibrati, rispettosi di sé e degli altri. Non si tratta di un adulto perfetto, che non potrà mai esistere, ma di un genitore consapevole, che si interroga, riflette su se stesso, si mette in discussione, sa chiedere scusa mostrando i propri errori, sa accogliere con empatia e sospendere il giudizio sul bambino.

Come già evidenziato con la regola dei terzi, i bambini non hanno bisogno di genitori che non sbagliano mai, ma di genitori umani, che sappiano essere un modello, anche nella gestione delle proprie emozioni. Quando non ce la facciamo sul piano emotivo, possiamo chiedere scusa. Ma se non ce la facciamo troppo spesso, allora forse siamo troppo stanchi e stressati e abbiamo bisogno di recuperare del tempo per noi stessi, trovando un equilibrio tra le esigenze del bambino e le nostre.

Noi siamo gli adulti. A noi sta il compito di interrogarci e di essere IMperfette, ma solide, guide per i bambini.

 

Io sono l’adulto.
Io metto i limiti, ma non per capriccio. Essere capriccioso non è da adulti. Io metto i limiti per salute, per sicurezza e per rispetto, a te, a me, e a quelli che ci circondano.
Io sono l’adulto.
Io rispetto i tuoi limiti, quelli che riguardano te e il tuo corpo. Tranne in situazioni di emergenza, di sicurezza o di salute. Il tuo corpo è tuo e nessuno ha il diritto di chiedere nulla. Rispetto i tuoi limiti in modo che tu possa imparare a rispettare i limiti degli altri.

Io sono l’adulto.
Io sono chi si prende cura di te e il responsabile del tuo benessere. Sono anche il responsabile del mio stesso benessere. Farò di tutto per ascoltare le tue esigenze senza trascurare completamente le mie. Mi impegnerò a cercare l’equilibrio tra di loro. Scoprirò di cosa ho bisogno per ricaricare la mia energia e cercherò il modo di includerli nel mio quotidiano. Lo farò per poterti offrire la versione migliore di me, la versione di me che ti meriti.

Io sono l’adulto.
Io controllo le mie emozioni e imparo a esprimerle senza farti del male. Se mi arrabbio, mi allontano, respiro, mi fermo, e torno quando avrò ripreso il controllo. Controllo le mie emozioni in modo che tu possa imparare a controllare le tue.

Io sono l’adulto.
Io non picchio, né grido, né minaccio, né insulto. Soprattutto non lo faccio a qualcuno che mi vuole bene, che ha bisogno di me e che si rispecchia in me per sapere cosa vuol dire essere adulto. Io affronto i miei conflitti parlando, o mettendo distanza, o chiedendo aiuto, in modo che tu possa imparare a fare lo stesso con i tuoi.

Io sono l’adulto.
Io mi scuso quando faccio qualcosa che non è proprio dell’adulto che sono. Rettifico, chiedo perdono, e cerco di riparare i danni che ho involontariamente fatto. Vedermi chiedere perdono col cuore quando faccio qualcosa di sbagliato, ti aiuterà a capire che non c’è nulla di vergognoso nel riconoscere un errore, che tutti abbiamo sbagliato e che chiedere scusa è il primo passo per un adulto, una persona migliore.

Io sono l’adulto.
Io ho pazienza quando fai resistenza ai miei limiti; quando perdi il controllo delle tue emozioni, quando urli, o colpisci, o spingi. Ti dico che non va bene, e faccio il necessario per aiutarti, metto parole ai tuoi stati d’animo, ma lo faccio senza ferirti, senza umiliarti, senza punirti, è dall’amore, dalla comprensione, dall’intesa che tu imparerai.