Ti presento il mio amico immaginario

Educazione e sviluppo infantile, Genitori
Amico immaginario: ecco cosa fare - Percorsi Formativi 06

di Silvia Iaccarino, formatrice, psicomotricista, fondatrice di PF06

Quando eri bambina, bambino, avevi anche tu un amico immaginario? Magari sentivi il bisogno di confidarti con qualcuno che custodisse i tuoi segreti, una persona speciale sempre pronta ad ascoltarti e a giocare con te.

Oggi sei genitore e ti rendi conto che tua figlia, tuo figlio, ha un amico immaginario. L’altra sera ti ha chiesto ti apparecchiare il tavolo anche per lui: una sedia vuota, un piatto senza cibo, un bicchiere senza acqua. Eppure, una presenza fondamentale.

L’amico immaginario preoccupa molti genitori che si rivolgono a noi durante le consulenze per capire quali strategie educative agire a favore di bambini e bambine.

Vediamo quali sono le caratteristiche degli amici immaginari, perché sono importanti e cosa fare quando un amico invisibile arriva a casa.

Indice dell’articolo

Qualche definizione di amico immaginario

L’amico immaginario è il frutto dell’intelligenza emotiva

Le caratteristiche dell’amico immaginario

Ci dobbiamo preoccupare dell’amico immaginario?

A cosa serve l’amico immaginario

Cosa fare quando in casa c’è un amico immaginario

Quando dobbiamo preoccuparci per l’amico immaginario?

 

Qualche definizione di amico immaginario

Prima di approfondire il tema dell’amico immaginario ti proponiamo alcune definizioni che ci aiutano a inquadrarlo meglio.

L’argomento è così attuale da essere presente anche tra le voci dell’enciclopedia indipendente Wikipedia, dove troviamo questa definizione:

L’amico immaginario è un fenomeno socio-psicologico che si verifica quando un’amicizia o una relazione interpersonale prende luogo nell’immaginazione piuttosto che nella realtà fisica. Spesso possiede un’elaborata personalità e comportamento. Nonostante possano sembrare molto reali per i loro creatori, i bambini capiscono che i loro amici immaginari non sono reali” – Taylor, 1999.

Nel libro I bambini devono fare i bambini scritto da E. Rossini ed E. Urso troviamo questa bella spiegazione:

L’amico immaginario è un confidente fidatissimo, è il coraggio per affrontare le paure, è la rabbia per quello che non va, è una lacrima per un momento triste, è una risata per una cosa buffa”.

Da queste parole possiamo già intuire l’importanza della presenza di un amico immaginario per bambini e bambine come figura di supporto nei momenti più complessi della vita: una soluzione per non sentirsi soli e percepire maggiore sicurezza.

Per il pediatra americano T. B. Brazelton “Gli amici immaginari possono realizzare miracoli. Possono fare tutte le cose negative e sperimentare tutte le cose buone che un bambino di tre anni sogna”.

L’amico immaginario o amico invisibile può essere per alcuni bambini e bambine una presenza costante che accompagna durante tutte le fasi della giornata: dal gioco al pranzo, dal bagno alla lettura. Presenza con cui i piccoli parlano, si confrontano, dialogano. Presenza di cui non ci dobbiamo preoccupare.

 

L’amico immaginario è il frutto dell’intelligenza emotiva

L’amico immaginario è il frutto dell’intelligenza emotiva e sociale dei bambini e delle bambine. Spesso riscontriamo questo fenomeno dopo i due, tre anni di età, un momento delicato della crescita.

Uno studio americano ha riscontrato che circa il 63% dei piccoli ne possiede uno.

Tra l’altro, gli amici immaginari sono presenti in diverse culture e li troviamo in tutto il mondo, aspetto senza dubbio curioso.

In linea generale si tratta di un aspetto più diffuso tra i figli unici o i fratelli e le sorelle maggiori, ma interessa bambini e bambine senza distinzione alcuna.

Gli amici immaginari possono rimanere in compagnia di bambine e bambini per diversi anni e, di solito, spariscono all’improvviso quando sono un po’ più grandi: verso i sette, otto anni l’amico immaginario smette di esistere.

Le caratteristiche dell’amico immaginario

A seconda delle esigenze e della creatività, l’amico immaginario nei bambini e nelle bambine può essere del loro stesso sesso oppure anche diverso – ci sono bambine che hanno amici immaginari maschi e viceversa -, può assomigliare molto al piccolo oppure essere del tutto differente.

L’amico immaginario può assumere le sembianze di:

  • una persona in carne ed ossa, nella maggior parte dei casi,
  • un personaggio fantastico simile a quello di una fiaba,
  • un animale domestico o esotico.

Ricordi il film di animazione InsideOut? L’amico immaginario di Riley, la protagonista della storia, è Bing Bong, un animale inventato, simile a un elefante.

Tuo figlio, tua figlia, può avere anche più di un amico immaginario con cui giocare e trascorrere il tempo.

Ci sono due tipologie di amici immaginari:

  1. l’amico immaginario buono che ha una valenza positiva e supporta il bambino, la bambina,
  2. l’amico immaginario monello, quello che (chissà come mai!) diventa responsabile delle marachelle di bambini e bambine.

L’amico immaginario, di solito, si sviluppa insieme al bambino, alla bambina, il/la quale può costruire, nel tempo, una personalità articolata e complessa che si arricchisce in parallelo al suo percorso di crescita, ampliandone le caratteristiche identitarie.

Quando l’amico immaginario sparisce dalla vita di bambini e bambine, può essere sostituito dai cosiddetti paracosmi, società immaginarie e universi inventati con una loro storia definita. Pensa per esempio al mondo del mago Harry Potter o a quello creato dall’autore del Signore degli Anelli.

 

Ci dobbiamo preoccupare dell’amico immaginario?

C’è una considerazione importante da fare: bambini e bambine sono consapevoli della natura irreale e fantastica del loro amico immaginario o amico invisibile. Dopo i tre anni sanno distinguere realtà e finzione e acquisiscono quella consapevolezza con la quale comprendono che l’amico immaginario è solo frutto della loro fantasia.

Quando condividiamo momenti di consulenza con i genitori notiamo che il tema dell’amico immaginario desta molteplici preoccupazioni in mamme e papà, perché temono che questa manifestazione sia indice di un problema comportamentale o psicologico dei loro figli e figlie.

Facciamo subito chiarezza: non è così.

Essi (gli amici immaginari nda) non indicano né genio né follia. I bambini che li inventano non sono, nell’insieme, più intelligenti, creativi, timidi o folli degli altri. Gli amici immaginari non sono frutto di angoscia o traumi, né precursori di patologie. In alcuni casi vengono adoperati come supporto per risolvere determinati problemi, ma per lo più costituiscono un puro e semplice divertimento”- Gopnik

Se ti rendi conto che tua figlia, tuo figlio, verso i tre anni di età inizia a dialogare con un amico immaginario che lo accompagna durante la giornata non ti preoccupare: è un processo normale.

Certo, i casi in cui si manifesta questo fenomeno sono davvero numerosi, e sorge spontaneo interrogarsi rispetto ai benefici che bambini e bambine ricavano dai loro amici invisibili.

 

A cosa serve l’amico immaginario

Per i bambini e le bambine nei primi anni di vita il mondo è un luogo affascinante, interessante, tutto da scoprire.

Ma è anche una realtà da imparare, conoscere, sperimentare: crescere implica fatica, inquietudine, dubbi, paure che – affrontate in compagnia di un amico fidato – i piccoli riescono a superare con maggiore serenità e leggerezza.

Vediamo quali sono le funzioni dell’amico immaginario e perché è importante per la crescita di bambini e bambine.

Il bambino che usa la sua fantasia per creare un amico immaginario vitale a risolvere i suoi problemi è un bambino che lavora per la propria salute mentale, mantiene il contatto con la realtà coltivando nello stesso tempo il contatto con il mondo reale”.[1]

  1. Insieme agli amici immaginari bambini e bambine hanno la possibilità di creare scenari di gioco simbolico con la fantasia. Grazie a questa capacità esplorano situazioni di vita, ruoli, eventi differenti in sicurezza, perché sono in compagnia di una presenza costante e rassicurante.
  2. L’amico immaginario è una presenza di cui il bambino, la bambina può fidarsi a occhi chiusi: è sempre dalla sua parte, disponibile e pronto a sostenerlo.

Come viene definito da G. Sparnacci, l’amico invisibile “è un paziente ascoltatore sempre interessato a ciò che gli si dice, capace di ascoltare per ore e ore e per giorni. Con la peculiarità che a questo amico si può parlare anche di tutte quelle cose e di tutti quei particolari che non sembrano interessare gli adulti o che loro non ritengono importanti.

Un incredibile personaggio questo amico, curioso di sapere quello che è accaduto al bambino, che lo fa sentire sempre al primo posto e che dialoga con la costante disponibilità a gioire o soffrire con lui. Un amico che ascolta e capisce e fa domande e dà risposte sempre adeguate alle capacità cognitive del bambino”.

 

  1. La presenza dell’amico immaginario consente ai piccoli di costruire la loro identità e immagine personale.

Nell’amico immaginario con cui è in relazione tutti i giorni il bambino riversa le immagini di sé che raccoglie nelle relazioni con gli altri, in particolare con gli adulti, e giorno dopo giorno aggiusta e si appropria dell’immagine di sé che gli altri gli trasmettono.

Proiettare sul suo compagno ciò che riceve dal mondo esterno consente al bambino di elaborare quelle parti di sé per lui più difficili da comprendere, o quelle percepite come problematiche”. E. Rossini, E. Urso

 

  1. Grazie all’amico immaginario il bambino, la bambina può imparare ad attraversare le emozioni proiettandole su di lui. Se, per esempio, un bambino ha paura del buio, può trasferire questo timore all’amico immaginario e affrontare la paura aiutando l’amico stesso.

In pratica si verifica la medesima dinamica del gioco simbolico: bambini e bambine imparano a riconoscere le emozioni, recuperare sicurezza, senso di padronanza ed efficacia, sicurezza in sé.

Tramite l’amico immaginario e come in un gioco di finzione, il bambino, la bambina può provare a identificarsi in tante persone diverse con differenti modalità di approccio.

I piccoli sono liberi di esplorare innumerevoli sfumature emozionali, situazioni e ruoli in completa tranquillità.

Ecco un percorso per approfondire il tema delle emozioni: La forza delle emozioni con Silvia Iaccarino

 

  1. L’amico fantastico contribuisce in modo significativo alla crescita del bambino, della bambina. Alcuni studi hanno evidenziato che i bambini/e con un amico immaginario:
  • costruiscono una più solida intelligenza emotiva e teoria della mente,
  • sono più collaborativi nelle relazioni sociali,
  • sono meno aggressivi.

rispetto ai piccoli che non ne possiedono uno.

Per dare vita all’amico immaginario e arricchirne la personalità, il bambino, la bambina compie un importante lavoro cognitivo tramite l’immaginazione e l’uso del registro simbolico, processo che contribuisce al progresso di questa area di sviluppo.

 

Cosa fare quando in casa c’è un amico immaginario

Ora che conosciamo il ruolo dell’amico immaginario e sappiamo che non c’è nulla di cui preoccuparsi se i nostri bambini e bambine ne hanno uno, possiamo passare alla parte operativa e capire cosa fare e come comportarci quando in casa arriva un amico immaginario.

 

  1. Accogliere l’amico immaginario

L’amico invisibile rappresenta un elemento importante e di forte rassicurazione lungo il percorso di crescita dei piccoli: teniamo in considerazione questo aspetto, accettiamolo e accogliamolo in famiglia.

Per esempio: se tuo figlio o figlia chiede di apparecchiare la tavola anche per l’amico immaginario, è importante dare seguito alla richiesta senza stupore e attendere l’iniziativa del bambino, della bambina. Diamo spazio a questa esigenza.

 

  1. Riconoscere la presenza dell’amico immaginario

Molti genitori cercano di convincere bambini e bambine che l’amico immaginario non esiste. Negarne la presenza è inutile, i piccoli lo sanno già.

A tal proposito, evitiamo anche di schernire o ridicolizzare bambini e bambine in merito ai loro amici invisibili e non sminuiamo l’importanza di questa presenza.

 

  1. Interessarsi all’amico immaginario

Può essere utile prestare interesse verso l’amico immaginario anche perché, attraverso di esso, noi adulti possiamo comprendere meglio il bambino, la bambina.

Potremmo porre domande sulla vita di questo personaggio, senza esagerare, e provare curiosità come se fosse una persona reale.

Dialoghiamo con i nostri figli e figlie sull’amico immaginario all’interno del contesto irreale.

Per esempio, se il bambino/a una mattina ci dice che l’amico immaginario non si siede a fare colazione perché è stato male la notte, proviamo a chiedere “Ah, ma cosa è successo? Forse ha mangiato qualcosa che non gli ha fatto bene ieri sera a cena?”.

Facciamolo in modo naturale.

Un altro esempio: se di solito l’amico immaginario sale in auto con noi, una volta potremmo dire “Guarda Lucia, Giovanni, so che di solito il tuo amico si siede a fianco a te in auto, però oggi vengono con noi anche il nonno e la nonna e dovrà trovare un altro posto”.

Senza mettere in discussione l’esistenza dell’amico immaginario, possiamo anche arginarlo e porre dei confini, dei limiti al bambino, bambina.

 

Quando dobbiamo preoccuparci per l’amico immaginario?

L’amico immaginario è una presenza utile allo sviluppo del bambino, della bambina: lasciamo che diventino grandi insieme.

Come genitori – educatrici, educatori e insegnanti – preoccupiamoci solo qualora dovessimo osservare che il bambino/a si isola spesso dal mondo, per periodi lunghi, per trascorrere il tempo con il suo amico fantastico. Questo isolamento prolungato potrebbe essere una scusa per schivare le relazioni con i pari e il coinvolgimento nel gioco, atteggiamento che potrebbe evidenziare un malessere o un disagio.

In questo caso confrontiamoci con il pediatra di riferimento o con professioniste e professionisti dell’età evolutiva che possono supportare le famiglie nell’elaborare un aiuto.

Accogliamo e trattiamo l’amico immaginario come se fosse reale per supportare i bambini e le bambine senza invadere questo angolo di fantasia: lasciamo che siano loro a parlarne e a coinvolgerlo nella quotidianità.

Accettiamo senza preoccupazione e con entusiasmo la presenza discreta dell’amico immaginario.

 

Bibliografia sull’amico immaginario

[1] https://www.stateofmind.it/2019/12/amico-immaginario-funzioni/

 

 

Qualche suggerimento di lettura…

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