di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta

 

L’autostima è l’immagine che ognuno ha di sé, delle proprie caratteristiche fisiche, delle proprie capacità, atteggiamenti e convinzioni: è un giudizio che ciascuno si attribuisce e attraverso il quale si relaziona con il mondo e le persone circostanti.

È importante tenere a mente che avere una buona autostima non significa percepirsi e valutarsi positivamente, bensì essere consapevoli dei propri limiti e pregi, accettandoli in un’ottica di miglioramento.

I bambini sono dei soggetti immaturi e nei primi anni di vita il concetto di sé è molto malleabile e dipende in larga misura dal modo in cui interpretano le reazioni degli altri attraverso ciò che gli adulti fanno o dicono. La maggior parte delle persone continuerà ad essere influenzata per tutta la vita da valutazioni reali o percepite da parte degli altri, ma per evitare che sia l’unico criterio di orientamento con cui ci si muove, è opportuno dare degli strumenti ai bambini per autopercepirsi e autovalutarsi in modo sano e realistico.

Le figure di riferimento, dai genitori alle tate, dai nonni agli educatori, hanno un ruolo fondamentale nella costruzione dell’autostima del bambino, proprio perché i bimbi hanno capacità e caratteristiche in evoluzione, diverse da quelle degli adulti:

– hanno la necessità di sentirsi accettati, temono il rifiuto e l’abbandono dei caregiver;

– cercano la ricompensa e l’approvazione ed evitano le punizioni;

– pensano in modo semplice e concreto;

– imparano attraverso l’esperienza e spesso commettono degli errori da cui apprendono (concetto causa-effetto);

– si lasciano facilmente influenzare dall’ambiente in cui si trovano;

– tendono ad essere impulsivi: vogliono tutto e subito e non sanno attendere.

 

Con questa premessa è facile intuire come gli adulti abbiano un ruolo chiave nella costruzione di un’immagine di sé del bambino: diventano per i piccoli un faro da seguire per comprendere se la direzione che stanno prendendo sia quella corretta o meno. L’adulto, però, visto le implicazioni che potrebbe avere la sua influenza, dovrebbe mantenere la lucidità di reagire e relazionarsi con il bambino senza inculcare in lui la necessità e la ricerca di approvazione continua, che potrebbe indurlo a comportarsi in un modo solo per corrispondere all’immagine del bambino che i suoi genitori desidererebbero lui fosse.

Come fare allora perché il bambino cresca in “autonomia” con una buona autostima, né troppo alta – narcisista – né troppo bassa- svalutante?

Di base bisognerebbe tenere a mente sempre le parole chiave “ascolto e dialogo” tipiche di uno stile educativo autorevole e non autoritario, che si pone con un atteggiamento flessibile e che fa della relazione il suo punto di forza.

Poi vi sono alcune linee guida da seguire che aiutano a far crescere bimbi più sicuri e fiduciosi nelle proprie capacità:

  1. Ascoltare e prendere atto dei sentimenti del bambino, legittimandoli.
    • Tutto ciò che i bambini provano è lecito, diventa, per cui, controproducente non dare spazio ai loro pensieri e sentimenti con frasi tipo “non piangere”, “non dovresti dire così”, “ non è carino quello che stai pensando” perché li indurrebbe a sentirsi sbagliati o sminuiti.
    • Ascoltare in modo attivo non è semplicemente ascoltare, bensì dare tutta l’attenzione quando ci parlano con empatia e comprensione, ovvero interagire, accogliere, rimandare, annuire, stare, sorridere, insomma..esserci!
    • Non intervenire continuamente per renderlo socialmente integrato o piacevole con continui consigli e valutazioni, ma ascoltare i lori desideri, esigenze ed interessi e qualora fosse possibile soddisfarli.

 

  1. Aiutare il bambino a sperimentare il successo
    • I bambini hanno bisogno di sentirsi bravi, di riuscire in ciò che fanno senza che gli adulti amplifichino il loro senso di fallimento con comportamenti automatici, quali attendersi che si comportino da adulti o porre obiettivi troppo alti o non fornire spiegazioni chiare ma generiche.
    • I bambini necessitano di sentirsi in grado di fare delle cose e di portarle a termine: predisporre l’ambiente alla loro altezza e alle loro esigenze, mostrare rispetto nei confronti delle loro azioni senza giudicarne presunte volontà, evitare di accusarli o colpevolizzarli per questioni di poca importanza, incoraggiarli a rispondere da soli o a trovare delle soluzioni li aiuteranno a percepirsi come soggetti degni di rispetto e dignità.

 

  1. Dare ai bambini un senso ragionevole di controllo della propria vita
    • Incentivare i bambini ad essere autonomi creando opportunità di prendere decisioni, evitare di sminuire o prendere in giro passioni/manie, non mortificarli quando vogliono essere al pari dei coetanei, aiutarli a raggiungere traguardi alla loro portata (vestirsi, mangiare)

 

  1. Rafforzare nei figli la convinzione di essere capaci e degni di affetto: quando un bambino viene lodato o confermato tenderà a riproporre un comportamento che perdurerà nel tempo
    • Elogiare in modo sincero e descrittivo e non tout court e in modo qualitativo, dirgli che lo si ama e farglielo capire con abbracci e carezze, lodarlo apertamente riprendendolo in privato, creare delle situazioni in cui possano esprimere il loro talento
    • Concedergli la possibilità di sbagliare, inculcandogli il valore dell’errore, dell’essersi messo alla prova, del tentativo, della scoperta

 

  1. Creare e mostrare un’immagine positiva di sé : i bambini imparano osservando gli altri, soprattutto gli adulti di riferimento
    • Parlare dei nostri lati forti, ma anche di ciò che andrebbe migliorato
    • Citargli esempi di errori, ma anche su come si siano risolte situazioni complicate
    • Mostrarci emotivi, ma capaci di gestire l’intensità dell’emozione.

 

Permettere che i bambini abbiano un buon livello di autostima è un loro diritto perché permette loro di vivere più sereni e consapevoli.