“Non è maltrattamento e nemmeno abuso” sottolinea la Schuhl nel suo interessante testo che riporta le ricerche da lei condotte nei servizi all’infanzia francesi, “sono attimi passeggeri in cui il professionista non è più in relazione col bambino, brevi istanti in cui si lascia ‘trasportare’ da un giudizio, un pregiudizio, un gesto maldestro.”

Questi gesti e azioni, parole e commenti giorno dopo giorno, a forza di ripetersi, si insinuano nel  patrimonio affettivo del bambino generando possibili insicurezze, scarsa autostima, sensazioni spiacevoli riguardo al proprio Sé, perché il bambino si costruisce anche a partire da ciò che l’adulto gli offre. 

Spulceremo insieme tra le scene di vita quotidiana, dai momenti di cura a quelli dedicati al gioco, individuando tra le parole e le azioni che incoraggiano e rassicurano anche quelle che inconsapevolmente sminuiscono e costringono e che si ritrovano spesso nella vita professionale, ma che difficilmente sono ammesse proprio perché non rappresentate, nominate e analizzate.

OBIETTIVI:

  • riflettere sulle pratiche educative quotidiane 
  • portare ad emersione alcune derive nella relazione coi bambini
  • implementare modalità di relazione e di approccio coi bambini meditate e curate