Quando i bambini arrabbiati colpiscono gli adulti

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di Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista

 

A volte, in preda alle crisi di rabbia, i bambini e le bambine possono arrivare a colpire gli adulti.
Non c’è intenzionalità. Semplicemente l’emozione prende spazio e i bambini non sono letteralmente in grado di regolare il loro comportamento.

 

 

Che fare?

1. Fermare con gentilezza il gesto del bambino/a;

2. Verbalizzare le sue emozioni: “Sei arrabbiato/a, ti capisco, è difficile non poter fare quello che si vuole”;

3. Proteggere il bambino/a dal suo stesso comportamento: “Anche se sei arrabbiato/a, non ti posso permettere di farmi male. Ti aiuto a fermarti”;

4. Privilegiare l’uso di gesti gentili e limitare le parole, se non per rispecchiare le emozioni. Quando i bambini sono dis-regolati, ragionare in modo razionale è poco utile;

5. Quando il bambino/a si calma, possiamo narrare quanto accaduto, senza giudizio né “prediche” per aiutare a integrare l’esperienza: “eri così arrabbiato/a che hai perso il controllo e mi hai colpita/hai provato a colpirmi. Ti ho aiutato a fermarti e ora è tutto ok. E’ normale quello che hai provato, può capitare a tutti. Vedrai che un po’ per volta imparerai a fermarti da solo/a e ad usare le parole per dirmi quello che senti. Intanto ti aiuto io”.

6. Abbracciare il bambino/a; fargli sentire che ci siamo con lui/lei e per lui/lei è fondamentale. Senza giudizio, senza “sgridate” né umiliazioni o punizioni.

Man mano che crescono, e grazie al nostro lavoro regolativo, i bambini diventeranno piĂą capaci di identificare i propri sentimenti e di comunicarli prima di arrivare a colpire.

E’ molto importante avere in mente che non c’è intenzionalità negativa in queste azioni. I piccoli sono ancora immaturi: il loro cervello e il loro sistema nervoso non funzionano come quello degli adulti e facilmente, in preda alle intense emozioni che vivono, i comportamenti si dis-organizzano causando quelle che ai nostri occhi sono modalità “scorrette”.

E’ attraverso la nostra guida gentile e amorevole, ed allo stesso tempo ferma, che possiamo accompagnare i bambini e le bambine, nel tempo, ad acquisire una buona autoregolazione delle loro emozioni.

Fondamentale, in questo lavoro, è la CALMA dell’adulto. Infatti, solo a partire da uno stato di centratura la nostra guida potrà essere efficace e contribuire alla costruzione delle connessioni neurali utili alla maturazione delle cosiddette “funzioni esecutive” (regolazione delle emozioni, problem solving, pianificazione dei comportamenti, previsione delle conseguenze delle proprie azioni, valutazione dei pro e dei contro di azioni e situazioni, riflessività, moralità, etc).

Non è sempre facile riuscire a restare calmi di fronte a queste manifestazioni di bambini e bambine. Possiamo aiutarci in molti modi, in particolare:

1. ricordare che i bambini sono immaturi, giovani e inesperti. Il loro comportamento non è intenzionale né ancora del tutto sotto il loro controllo volontario, specialmente quando vivono emozioni intense: non possiamo aspettarci la maturità di un adulto (che poi, anche noi adulti tante volte fatichiamo…);

2. rivedere di conseguenza le nostre aspettative;

3. respirare profondamente e ripetersi: “Giovanni/Lucia, è piccolo/a, non lo sta facendo apposta, è fuori di sé. Ha bisogno del mio aiuto, della mia guida”;

4. calmare quindi prima sé stessi e poi occuparsi del bambino/a;

5. se non ce la facciamo e possiamo chiedere aiuto a un altro adulto, bene!

6. se non è possibile in quel momento avere un aiuto, possiamo prendere un timeout per noi e tornare dal bambino/a appena ci siamo calmati;

7. NON serve la perfezione, si sbaglia anche noi grandi, è NORMALE. Per fortuna ci aiuta la REGOLA DEI TERZI! Possiamo chiedere scusa al bambino e riparare la relazione.